Partiamo in regola

(a cura di Marcello Briosi direttore Assonautica provinciale Pescara)


Con l’inizio della stagione estiva sale la preoccupazione di avere la barca in ordine e talvolta, nell’ansia di prendere il mare, si trascura l’aspetto normativo e burocratico della faccenda. Capita così di incappare in un controllo e di venire giustamente sanzionato dalle autorità competenti, rovinando la giornata e, in certi casi, anche la stagione dato che alcune sanzioni sono pesanti e possono arrivare all’estremo limite del sequestro della barca.

 

Vediamo dunque cosa si deve controllare in modo da essere in regola. Iniziamo proprio dalla Abilitazione a Condurre Imbarcazioni (la patente nautica): va ricordato che la sua validità è di 10 anni dalla data del rilascio, il rinnovo deve avvenire presso l’Ufficio che l’ha rilasciata e si può provvedere anche per mezzo di una raccomandata, compilando l’apposito modulo (scaricabile da www.guardiacostiera.it) e allegando la documentazione necessaria.
Non si dimentichi il Certificato Limitato di Radiotelefonista per Navi: specialmente chi ha da poco conseguito la patente nautica tende a non ricordare l’obbligo di questo documento personale, indispensabile per la condotta oltre le 6 miglia quando il VHF a bordo diventa obbligatorio; il documento non ha scadenza, ma per ottenerlo ex novo i tempi possono essere lunghi.
C’è poi la licenza RTF che deve essere presente ogni qualvolta ci siano a bordo apparati radio VHF e/o SSB (e aggiornata in caso di modifiche agli apparati di radiocomunicazione di cui si tratta).
Si noti bene che questa licenza deve essere richiesta anche per l’uso dei portatili a bordo dei natanti, per i quali è comunque sempre necessario anche il Certificato Limitato di Radiotelefonista per Navi. Il rilascio del Certificato Limitato di Radiotelefonista per navi, così come il rilascio della Licenza RTF, si richiede agli Ispettorati Regionali del Ministero delle Comunicazioni.
Per la barca invece si dovrà aver cura di controllare la scadenza del certificato di sicurezza che ha le seguenti validità per il primo rilascio:
a) otto anni per le unità appartenenti alle categorie di progettazione A) e B) e per le unità di cui alla legge 11 febbraio 1971, n.50 e successive modificazioni, abilitate alla navigazione senza limite dalla costa;
b) dieci anni per le unità appartenenti alle categorie di progettazione C) e D) e per le unità di cui alla legge 11 febbraio 1971, n.50 e successive modificazioni, abilitate alla navigazione entro sei miglia dalla costa.
Successivamente al primo rilascio, la validità è di 5 anni.
La normativa di recente emanazione (aprile 2009) nell’ottica della semplificazione per l’utenza, ha stabilito che alla scadenza del termine di validità previa effettuazione - da parte di un organismo tecnico - della visita periodica (e conseguente rilascio dell’attestazione di idoneità dell’unità), il certificato di sicurezza si rinnova di diritto con durata quinquennale. Non è quindi più necessario recarsi presso gli uffici della Guardia Costiera poiché provvede alla bisogna direttamente l’Organismo Tecnico Notificato (vedi nota) il quale, effettuata la visita periodica, rilascia al proprietario un’attestazione di idoneità comprovante la permanenza dei requisiti in base ai quali il certificato di sicurezza è stato rilasciato, annota sul certificato stesso l’esito della visita nonché gli estremi dell’attestazione rilasciata, e trasmette all’autorità marittima (o consolare se ci si trova all’estero) avente giurisdizione sul luogo della visita, copia del certificato annotato e dell’attestazione di idoneità rilasciata. Una gran bella novità che sgrava gli uffici dell’Autorità Marittima di un compito, e semplifica la vita degli utenti.
Si badi bene che il certificato di sicurezza è un documento importantissimo, la cui mancanza può costare anche fino a € 1.033,00 di sanzione oltre a creare problemi con le assicurazioni in caso di danni - sia subiti sia cagionati - a terzi (per effetto, in quest’ultimo caso, della possibile rivalsa).
A proposito di assicurazioni è bene controllare la validità della polizza di Responsabilità Civile e quella della eventuale garanzia per i danni propri, ricordando che se sono state fatte variazioni alla barca (motori e modifiche strutturali) queste vanno comunicate all’assicuratore. Non si dimentichi la polizza di Responsabilità Civile per il motore del tender. La mancanza della assicurazione in corso di validità comporta una sanzione da € 742,00 fino a €2.970,00 e, ancor peggio, il sequestro dell’unità da diporto.
Sempre in tema di sicurezza (e non ci dovrebbe neppure essere lo spauracchio delle sanzioni) si devono controllare le dotazioni di sicurezza presenti a bordo. Non ci sono novità in materia rispetto allo scorso anno, ma richiamiamo l’attenzione sulla zattera costiera, obbligatoria per tutte le unità da diporto che navigano oltre le 6 miglia dalla costa, e sull’omologazione dei giubbotti di salvataggio la cui normativa è cambiata nel 2009. Si controlli quindi la scadenza delle revisioni dei mezzi collettivi di salvataggio (le zattere appunto) e la loro scadenza, oltre il numero dei fuochi da segnalazione, la carica e scadenza degli estintori, nonché i medicinali della cassetta del pronto soccorso (obbligatoria oltre le 12 miglia).
Le tabelle aggiornate, ma invariate da tempo, dei mezzi di salvataggio e delle dotazioni di sicurezza minime da tenere a bordo in relazione alla distanza dalla costa, sono reperibili sia presso i Comandi della Guardia Costiera sia nel loro sito web: http://www.guardiacostiera.it/diporto/index.cfm.
Fra queste vi rammentiamo che il GPS è obbligatorio per tutte le imbarcazioni nella fascia entro le 50 miglia e in quella senza limiti. Gli Epirb ammessi, secondo le norme, sono solo quelli operanti nelle bande di frequenza 406MHZ e 406,1MHz. Mentre le boette fumogene - di cui fino a qualche anno fa non erano state normate le caratteristiche - ora, insieme al riflettore radar e alla boetta luminosa, compaiono nelle dotazioni di bordo. Per la bussola, obbligatoria per tutte le unità con autorizzazzione a navigare oltre le 6 miglia, vengono anche previste le apposite tabelle di deviazione (queste ultime obbligatorie solo per le imbarcazioni e non per i natanti).
I tender, lo ricordiamo, devono riportare la sigla e il numero di iscrizione dell’unità al cui servizio sono posti (per i tender dei natanti, privi quindi di sigla, non basta la scritta “Tender to…” ma occorrono tutte le dotazioni come se si trattasse di una singolo natante; e questo è un grosso limite della normativa) e sono esentati, salvo una cintura di salvataggio per ogni imbarcato, dall’avere altre dotazioni se utilizzati entro un miglio dalla costa o dall’unità madre.
Questi sono, in estrema sintesi, gli adempimenti burocratici previsti dalla Legge italiana. E’ del tutto ovvio che unità da diporto che battono bandiera di altri paesi (tipo caso dei leasing francesi) devono ottemperare alla normativa dello stato in cui sono registrati, salvo che per la Patente Nautica che invece segue le norme della nazione di residenza di colui che conduce l’unità da diporto.